L’armonia tra storia seicentesca e architettura nZEB sul margine della Riserva della Bessa
Villa “Il Ciabot” sorge sul margine della Riserva Naturale della Bessa, dove il pendio si apre sulla valle sottostante e la luce cambia disegno a ogni stagione. In accordo con la Soprintendenza, che governa il vincolo paesaggistico dell’intero comparto, il corpo di fabbrica si adagia sul pendio come una piega naturale del terreno: non un oggetto posato sul paesaggio, ma una sua conseguenza.

L’involucro rovescia l’archetipo della casa contadina, e con esso il suo rapporto con il tempo. Dove la copertura a capanna un tempo si chiudeva contro il clima, qui la stessa sagoma diventa soglia: le vetrate a tutta altezza non si limitano ad aprire la vista sulla Bessa, ma lasciano che la casa registri lo stesso mutare della natura che la circonda, il sole basso d’inverno e quello alto d’estate, filtrati da frangisole e serre captanti che regolano calore e ombra come farebbe una pelle viva, non un rivestimento inerte.
Il passato non è stato cancellato: è stato recuperato. In facciata resta a vista un lacerto di muratura in pietra e mattoni, testimonianza di un’antica locanda seicentesca, consolidato e restaurato con cura, in contrasto dichiarato con l’intonaco bianco della nuova costruzione. Gli interni sono contemporanei, leggeri, pronti ad accogliere la natura che entra da ogni lato.






La stessa attenzione governa la parte impiantistica: progetto esecutivo del 2015 impostato secondo i principi Passivhaus, prestazioni nZEB, due unità abitative pienamente autonome su quattro livelli. All’esterno, la piscina a sfioro, a sbalzo sul torrente che scorre ai piedi del pendio, racconta meglio di ogni altra immagine il rapporto tra la villa e il paesaggio protetto che la ospita.
Progetto e realizzazione: 2015-2018
