Torre DA 21

Un concept per la Santo Domingo che cambia pelle

A Bellavista, lungo Calle Desiderio Arias, prende forma il concept di Torre DA 21. Il rinnovamento edilizio in atto non è un fenomeno di quartiere: attraversa l’intera Repubblica Dominicana, con Santo Domingo in testa, e ridefinisce cosa significhi oggi costruire ai Caraibi per una committenza che non cerca più la sola monumentalità, ma un rapporto più stretto con la luce, il verde, la vita all’aperto. Torre DA 21 nasce dentro questa stagione, come ipotesi di residenza contemporanea capace di tenere insieme l’anima solare dei Caraibi e il rigore costruttivo che portiamo dall’Europa.

Torre DA 21, render esterno della torre a Bellavista, Santo Domingo

Superata la torre isolata, tipica di tanta produzione degli ultimi decenni, l’edificio si radica nel quartiere attraverso un attacco a terra aperto e permeabile, attraversato dal verde prima ancora che dagli ingressi: il primo gesto del progetto, prima ancora della torre stessa.

Come continuare a costruire in altezza senza smettere di appartenere al luogo?

La risposta cercata riparte dalla grande scuola del tropicalismo caraibico: logge profonde, balconi vivibili, schermature che filtrano il sole e lasciano fluire la ventilazione degli alisei. Su questa tradizione si innesta una lettura più europea del volume, linee pulite, un dettaglio costruttivo quasi sartoriale, non per sostituirla ma per darle una durata diversa nel tempo.

La facciata non è mai un semplice rivestimento. È un filtro che cambia con la luce del giorno, fatto di ombre, riflessi, superfici che rispondono al vento del mare: una pelle che lavora prima ancora di apparire, e che restituisce agli appartamenti viste aperte sulla città e sull’oceano.

Le stesse immagini restituiscono il principio che guida gli interni: soffitti che si muovono come onde di legno, superfici curve che accompagnano la luce invece di interromperla, una hall a doppia altezza pensata come soglia, non come semplice ingresso.

Torre DA 21 è oggi un’ipotesi per cui ci stiamo battendo: un progetto che ha attraversato interamente il metodo, analisi del contesto, verifica tecnica, scrittura architettonica, e che continuiamo a portare avanti verso il cantiere. Resta comunque, già ora, una misura di ciò che consideriamo possibile a Santo Domingo, e di come intendiamo l’architettura quando la committenza chiede non solo una casa, ma un modo di abitare i Caraibi.