DIREZIONE LAVORI E SICUREZZA

Direzione lavori e sicurezza di cantiere a Biella: realizzare il progetto come è stato pensato.

Un buon progetto può perdersi in cantiere. La direzione dei lavori è il momento in cui il disegno diventa costruzione, e chi la svolge rappresenta il committente: verifica che le opere corrispondano al progetto e al contratto, approva stati di avanzamento e varianti, tiene sotto controllo tempi e costi fino alla fine dei lavori e all’agibilità.

È un ruolo con un preciso peso giuridico. Il Codice civile riconosce al committente il diritto di controllare lo svolgimento dei lavori affidati all’impresa (art. 1662), e il direttore dei lavori è il tecnico che esercita quel diritto per suo conto. Il Testo Unico dell’Edilizia, il DPR 380/2001, lo rende inoltre corresponsabile, con il committente e il costruttore, della conformità delle opere al titolo edilizio. La direzione dei lavori non è una formalità: è la garanzia che ciò che si costruisce corrisponda a ciò che è stato progettato e autorizzato.

La sicurezza è parte dello stesso lavoro. Il D.Lgs. 81/08, nel titolo dedicato ai cantieri temporanei o mobili, disciplina le figure del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l’esecuzione dei lavori: lo studio svolge entrambi gli incarichi, anche in interventi di particolare complessità, a tutela di chi lavora e del committente.

DOMANDE ALL’ARCHITETTO

Perché il direttore dei lavori è il primo alleato del committente?

Perché è l’unico, in cantiere, che lavora per lui. Il direttore dei lavori non è chi passa ogni tanto a controllare che tutto proceda, come spesso si crede: è la figura chiave che verifica che i lavori seguano il progetto, governa le varianti e gli aggiustamenti che ogni cantiere richiede, controlla qualità, quantità e costi prima che vengano pagati. Incaricato e retribuito dal committente, ne difende gli interessi dal primo all’ultimo giorno di lavori: è il suo scudo nei confronti dell’impresa. Per questo conviene diffidare di una situazione che si incontra spesso: il direttore dei lavori indicato dall’impresa. Un controllore scelto e pagato da chi dovrebbe essere controllato è un conflitto di interessi evidente, e il committente resta, di fatto, senza nessuno dalla sua parte.

Che cosa si decide davvero in cantiere, e non sul progetto?

Molto più di quanto si pensi. Anche il miglior progetto lascia molte decisioni al cantiere: la campionatura di un materiale, un nodo costruttivo da risolvere sul posto, un imprevisto che emerge solo aprendo un muro, la difficoltà di far lavorare insieme le diverse maestranze. Sono scelte di dettaglio, una per una, ma nell’insieme determinano la qualità finale dell’opera, e spesso arrivano all’improvviso: l’impresa che chiede una risposta subito, una criticità edilizia o amministrativa non prevista. È qui che la presenza del direttore dei lavori fa la differenza: conosce il progetto, risponde al committente e lo accompagna in ogni scelta e in ogni difficoltà, spiegando le alternative e valutandone costi e conseguenze. Il committente non è mai solo davanti a una decisione: ha sempre un riferimento che lavora per lui.

Il coordinatore della sicurezza è solo un obbligo di legge?

No, anche se spesso viene vissuto così. Il D.Lgs. 81/08 attribuisce al committente precise responsabilità sulla sicurezza del proprio cantiere, anche quando non ne è consapevole o le ritiene eccessive. Tra queste, verificare l’idoneità delle imprese e nominare i coordinatori quando in cantiere ne opera più d’una. Il coordinatore della sicurezza è la figura a cui la legge affida il controllo, con responsabilità importanti: in fase di progetto valuta i rischi e li traduce in un piano; durante i lavori ne verifica l’applicazione. La sua è una sorveglianza di alto livello. Non significa essere presente in ogni istante, perché il controllo continuo delle singole lavorazioni spetta alle imprese; significa verificare con regolarità l’organizzazione del cantiere, e sospendere le lavorazioni in caso di pericolo grave e imminente. Un coordinamento fatto bene protegge chi lavora e protegge il committente, perché i rischi vengono affrontati prima e ridotti al minimo possibile, invece di essere scoperti quando è troppo tardi.