Perizie, stime e consulenze tecniche a Biella: decisioni importanti, fondate su dati certi.
Comprare un immobile, dividere un patrimonio, affrontare una controversia, valutare un investimento: sono momenti in cui una valutazione tecnica sbagliata costa cara. Dalla perizia immobiliare alla consulenza di parte, il lavoro dello studio serve a decidere con piena cognizione di causa.
Lo studio verifica lo stato reale e la regolarità edilizia degli immobili prima dell’acquisto, redige stime fondate e difendibili per successioni, divisioni e cessioni, analizza la fattibilità tecnica ed economica delle operazioni immobiliari. Nelle controversie affianca il cliente e il suo avvocato come consulente tecnico di parte, a tutela dei suoi interessi: la figura che il codice di procedura civile consente a ogni parte di nominare accanto al consulente del giudice (art. 201 c.p.c.).
Dal 2008 Matteo Grotto è consulente tecnico d’ufficio del Tribunale di Biella. Gli incarichi affidati dal giudice sono la base di rigore e imparzialità su cui si fondano tutte le consulenze dello studio.
DOMANDE ALL’ARCHITETTO
Comprare una casa da ristrutturare: perché serve un aiuto prima della firma?
Il costo reale di una casa da ristrutturare non è solo il prezzo dell’annuncio: è il suo valore effettivo, sommato ai lavori necessari per abitarla come la si desidera. Lo stesso intervento, con lo stesso budget, può essere giusto in un edificio e sbagliato in un altro: dipende dalla struttura, dagli impianti, dallo stato dell’involucro, da ciò che le norme consentono di trasformare. Scegliere una casa per il paesaggio o per la posizione è legittimo, ma senza capirne lo stato reale, che spesso non si vede, e senza un’idea di massima del costo della ristrutturazione, può diventare un acquisto molto caro. Un sopralluogo con l’architetto prima della firma serve a raccogliere più informazioni possibili: comprendere a fondo potenzialità e problemi, verificarne la regolarità edilizia, stimare l’ordine di grandezza dei lavori, individuare le criticità evidenti e dichiarare con chiarezza le scommesse, ciò che si potrà sapere solo aprendo i muri. Tutti sembrano sapere quale casa comprare; spesso serve il tuo architetto per sapere quale non comprare.
Perché in una controversia edilizia avere un buon consulente tecnico è decisivo?
Perché oggi la litigiosità è alta, e sempre più complessa. A volte basta comunicare con precisione i propri diritti, o contestare un consuntivo che non torna; spesso, però, aprire una vertenza è l’unica strada, e la maggior parte delle persone non sa che cosa comporti. Una vertenza non porta necessariamente in tribunale, ma richiede comunque un’assistenza legale, anche solo per tentare di chiuderla in una mediazione. E l’avvocato non può inventare nulla: alla base di ogni controversia edilizia c’è una questione tecnica, da accertare, documentare e quantificare. È il lavoro del consulente tecnico di parte: ricostruisce i fatti, misura difetti e danni, dà all’avvocato gli argomenti su cui costruire la difesa e, in un accertamento tecnico preventivo o in una causa, segue le operazioni del consulente del giudice e ne discute le conclusioni. L’esperienza come consulente tecnico d’ufficio del Tribunale fa qui la differenza: conoscere la procedura dall’interno significa sapere quali elementi contano davvero, come impostare una perizia che regga al contraddittorio, e quando conviene trattare.
Quando una perizia deve dire al cliente ciò che non vorrebbe sentirsi dire?
Ogni volta che serve. Il consulente di parte lavora per il cliente: cerca ogni elemento tecnico a suo favore, anche il più sottile, e fa il massimo perché le sue ragioni prevalgano. Ma una consulenza vale solo se è credibile. Assecondare il cliente su una posizione debole significa portarlo a spendere tempo e denaro in una causa destinata a perdersi; dirgli con chiarezza dove è forte e dove no gli permette di scegliere la strada giusta. Meglio che la verità tecnica la dica il proprio consulente, prima che la dica il giudice. È anche ciò che permette all’avvocato di decidere quando insistere e quando trattare, e spesso di chiudere la vertenza alle condizioni migliori.
Quanto vale un immobile storico, quando il mercato non offre termini di confronto?
La stima ordinaria nasce dal confronto con compravendite simili, avvenute nella stessa zona e in tempi recenti. Per una villa storica, un castello, una dimora vincolata, questi confronti quasi non esistono: ogni bene è un caso a sé. Servono allora altri criteri: il costo di ricostruzione deprezzato, il valore di trasformazione, il reddito che il bene può produrre con una funzione compatibile, e soprattutto la conoscenza dell’edificio, il vincolo, lo stato di conservazione, le possibilità reali di riuso e i costi per realizzarle. È una stima che richiede insieme la competenza del perito e quella dell’architetto del restauro, e che pesa molto nelle successioni, nelle divisioni e negli acquisti, dove un valore sbagliato può compromettere un accordo o un’intera eredità.
